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Progetto Memento

Progetto Memento




A seguito della presentazione del progetto “Memento” avvenuta il 30 Giugno 2010, la Fondazione ha proceduto allo svolgimento della fase iniziale del progetto, dedicata alla individuazione di soggetti con un possibile decadimento cognitivo. In particolare, nel mese di agosto è stato spedito a tutti i pensionati sammarinesi (circa 7000) un semplice questionario di autovalutazione che può essere compilato da un familiare o dal soggetto stesso, da riconsegnare entro il 30 Settembre 2010. In base al risultato ottenuto, il Comitato Scientifico della Fondazione individuerà coloro che richiederanno una valutazione medica più accurata; tali persone saranno sottoposte ad una serie di valutazioni cliniche, al fine di diagnosticare precocemente un eventuale disturbo di memoria o di altre funzioni mentali. 

Si passa alla valutazione medica dei pensionati che hanno risposto al questionario di autovalutazione 
E’ entrato nella sua seconda fase il Progetto Memento, voluto dalla Fondazione Gilberto Terenzi per favorire una diagnosi precoce dell’Alzheimer. Nei mesi scorsi oltre 7.000 questionari, messi a punto da esperti ricercatori, sono stati inviati al altrettanti cittadini sammarinesi ultrasessantenni. Il Comitato Scientifico, guidato dalla Dott.ssa Susanna Guttman, responsabile del servizio di Neurologia dell’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino, ha proceduto all’accurata elaborazione delle risposte contenute ed ha stabilito di richiamare a valutazione medica circa 500 persone. La Dott.sa Chiara Monaldini, membro del Comitato Scientifico sottoporrà soggetti ad una batteria di “test neuropsicologici”, per verificare l’eventuale predisposizione a sviluppare la Malattia di Alzheimer. Per questo saranno valutati alcuni aspetti fondamentali, come: la memoria a breve e a lungo termine, la memoria visiva, le funzioni esecutive, la capacità di concentrazione, la fluenza verbale. Il soggetto in esame compilerà anche a lcuni questionari, riguardanti il suo tono dell’umore ed il suo stato d’ansia, che possono influenzare negativamente le prestazioni cognitive. 
PROGETTO MEMENTO
Diagnosi precoce della malattia di Alzheimer e mantenimento della autonomia psicofisica
La demenza è uno stato causato da un coinvolgimento patologico del cervello. Nel caso delle demenze cosiddette primarie la malattia cerebrale risulta di natura cronica e progressiva, con la presenza di un disturbo di diverse funzioni corticali superiori, includenti la memoria, il pensiero, l’orientamento, la comprensione, la capacità di calcolo e di apprendimento, il linguaggio, la critica e il giudizio.
Lo stato di coscienza è vigile. Le alterazioni della sfera cognitiva sono comunemente accompagnate, e talora precedute, da un deterioramento nel controllo delle emozioni, nel comportamento sociale o nella motivazione, con una ricaduta negativa sulla vita sociale, lavorativa o familiare del soggetto. Le cause di demenza ai fini sistematici possono essere suddivise secondo l’organo primitivamente leso nel processo patologico (demenze primarie vs secondarie), secondo il tipo di danno biologico (forme degenerative, vascolari, metaboliche…), oppure secondo la sede prevalente del danno anatomico cerebrale (demenza corticale vs sottocorticale).

Dati Epidemiologici
Nel complesso è affetto da demenza oggi circa il 5% della popolazione over 65 anni, ma addirittura il 30% degli over 85. L’incidenza è compresa tra l’1 e il 5 per mille della popolazione generale, e tra l’1% e il 24% negli anziani e negli ultraottantenni.
Le demenze identificate più comuni sono:
la malattia di Alzheimer (60-75%);
la demenza vascolare (15-20%);
la demenza frontotemporale (7-20%);
la demenza con i corpi di Lewy (2-10%);
altre (5-20%) (il morbo di Parkinson, la malattia di Creutzfield-Jacob, la paralisi sopranucleare progressiva).
Il Mild Cognitive Impairment (MCI) o compromissione cognitiva lieve.
Questo concetto è stato introdotto per definire quella che potrebbe essere la fase di transizione fra l’invecchiamento normale e la demenza. Si riferisce comunement a quanto rilevabile in una popolazione di soggetti anziani che non sono compromessi nel loro funzionamento quotidiano ma che hanno un subclinico ed isolato deficit cognitivo e sono potenzialmente a rischio di sviluppare la Malattia di Alzheimer (Petersen et al., 1999; Petersen et al., 2001). È importante sottolineare però che non tutti i soggetti con compromissione cognitiva lieve (MCI) svilupperanno necessariamente demenza. I pazienti con MCI hanno un deficit di memoria rilevabile mediante test, che si può accompagnare anche ad un lieve deficit in altre funzioni cognitive quali il linguaggio, le abilità visuo-spaziali, le funzioni esecutive, le capacità di ragionamento. Nel corso del tempo si è osservato che tali deficit possono essere variabilmente associati fra loro producendo diverse tipologie di MCI:
a-MCI multiple domain (MCI con deficit di memoria più altre funzioni cognitive);
non a-MCI single domain (MCI con una funzione cognitiva non memoria);
non a-MCI multiple domain ( MCI con più funzioni cognitive non memoria);
Per quanto riguarda le demenze, ed ancor di più nel caso dell’MCI, prima ancora di stabilire un trattamento farmacologico, è importante intervenire sulla qualità della vita del paziente cercando di rimuovere tutte le condizioni che possono acuirne lo stato di depressione e di disturbo psichico.
L’OMS, molti medici e le associazioni dei malati concordano infatti sul fatto che l’effetto principale delle demenze, prima ancora che clinico, sia quello di alterare la qualità della vita del paziente e, di conseguenza, della sua famiglia.

Obiettivo
L’obiettivo prioritario degli interventi terapeutici previsti in questo progetto è la prevenzione della potenziale perdita di autonomia nel soggetto con compromissione cognitiva lieve (MCI), attraverso terapie e attività che favoriscono il mantenimento delle capacità fisiche, cognitive, affettive e relazionali dell’anziano e, laddove necessario e possibile, l’eventuale recupero funzionale.
Si intendono promuovere interventi che aiutino i soggetti con MCI a migliorare la qualità della vita attraverso un piano articolato di azioni ed interventi secondo un approccio metodologico multidisciplinare incentrato sulla persona.

Destinatari
I destinatari del progetto sono i soggetti appartenenti alla popolazione sammarinese che presentano una compromissione cognitiva lieve e che, dopo un iniziale screening neuropsicologico e neuroradiologico, risultano affetti da MCI.

Prospettive
Si vuole favorire la diagnosi precoce in modo da prevenire e ritardare gli effetti della perdita della memoria e della demenza, assicurando piani individualizzat di assistenza.

Individuazione dei soggetti
Nella fase iniziale i soggetti che afferiranno a visita dal medico di medicina generale riferendo disturbi amnesici (rilevabili attraverso uno strumento standardizzato, possibilmente autosomministrato) saranno inviati presso la UOS di Neurologia per essere sottoposti ad una prima valutazione neurologica, a studio neuro-radiologico e a valutazione neuropsicologica di base:
- valutazione neurologica con somministrazione del Mini Mental State Examination (MMSE) e delle scale di valutazione dell’autonomia (che nel caso dell’MCI, per definizione , dovrebbero risultare normali)
- Risonanza Magnetica Cerebrale vengono esclusi dal progetto terapeutico i pazienti con
demenze di altra natura, cerebrovascolare, dismetabolica, endocrina, alcolica, ecc.

Somministrazione di batterie di test psicologici
I soggetti che presenteranno segni di deficit cognitivo saranno sottoposti a valutazione neuropsicologica più  approfondita utilizzando una batteria di test neuropsicologic indaganti specifiche funzioni cognitive, affettive e percezione della propria salute fisica ed emotiva.

Programma d’intervento terapeutico
I soggetti verranno divisi in due gruppi: un primo gruppo comprenderà i soggetti che partecipano a
laboratorio neuropsicologico, il secondo costituirà il gruppo di controllo.
Laboratorio: 48 sedute della durata di 60 minuti ciascuna, con cadenza bisettimanale. Il programma comprenderà attività volte al miglioramento dello stato cognitivo, emotivo, comportamentale e gestionale dell’anziano. I componenti del gruppo avranno un ruolo attivo all’interno del contesto di trattamento.
Tutti i pazienti verranno rivalutati con la somministrazione di scale ad intervalli di tempo prestabiliti.

Membri dell’equipe di lavoro
Neurologo, medico di medicina generale, psicologo, neuropsicologo. 
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